PRIMAVERA. Muehelembeckia complexa

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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(Muehelembeckia complexa)* *(collegamento a Wikipedia.en)

Mi è sempre piaciuto moltissimo il Capelvenere, Adiantum capillus-veneris. L’ho desiderato vedendolo scendere  dalla volta gocciolante di alcune  grotte ( ad alta umidità!). Ammirato dietro alle vetrine dei fioristi, sospirato quando leggevo invitanti descrizioni “adornate il vostro bagno con questa deliziosa felce che ama l’umidità” e infine comperato più volte. Non è  mai sopravvissuto.
Uno scorno e un’umiliazione, specie quando l’ho visto spuntare a farmi marameo in ottima salute dalle crepe di alcuni scalini di pietra, a Roma ( e l’umidità ?!).
Così mi sono fatta l’idea che fosse una pianta molto capricciosa e ho smesso di considerarlo desiderabile.
Poi quando ho incontrato la Muehelembeckia il ricordo è tornato al capelvenere  perché hanno in comune l’aspetto aereo e gentile delle foglioline minute e degli steli leggeri che tanto mi attira. Forse  poteva vivere nel nostro giardino.

fotografia creata da Forest & Kim Starr
in data 6 settembre 2007
 
fotografia in licenza d’uso:
CC BY 3.0


Un’amica me l’ha regalata e l’ho messa all’esterno, dentro un grande vaso, ma senza studiarne le caratteristiche.
È una pianta perenne, proveniente dalla Nuova Zelanda, che ha fama di essere facile da coltivare e sembra che in effetti lo sia: ha superato indenne gli ultimi inverni, peraltro miti e, oltre a essere in buona salute, dopo qualche anno comincia a mostrare le sue inclinazioni, ho infatti scoperto alcuni lunghi getti lanciati sul vicino bosso e li ho osservati con interesse. Cosa mi stava dicendo?
L’ho capito mentre visitavo l’Orto botanico di Brera, a Milano. Prima di entrare nella zona dell’arboreto, lo  sguardo radar a cui nulla di vegetante può sfuggire si è spostato dalle aiuole al muro della vecchia serra, dove ho visto qualcosa di familiare eppure sorprendente: era proprio la Muehelembeckia, ma anziché allungarsi modestamente a terra, si arrampicava fino al tetto di un edificio di tre piani!
“Dammi un supporto qualsiasi e fammi salire, perché  è questo che vorrei! ”ecco cosa diceva la mia pianta da un po’ di tempo.
Appena sarò di ritorno a casa, appagherò il suo talento di scalatrice. Già immagino quali meraviglie si potranno realizzare con il ricamo leggero  delle sue foglioline.

foto scattata nell’Orto botanico di Brera
(inizio marzo 2023)