PRIMAVERA.Ajuga reptans

(le scritte in blu corrispondono ad altrettanti collegamenti esterni)

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(Ajuga Reptans) * (*collegamento a Wikipedia)
L’Ajuga reptans o il lasciar fare al giardino
Il prato inglese agli inglesi!
Questo nel tempo è diventato il mio motto, e non perché non sia riuscita ad ottenere un prato inglese. Nondum matura est…mi sembra di sentire mormorare le malelingue…Ma no.

Non ricordo nemmeno se ci ho provato i primi tempi quando ho avuto un giardino tutto mio, ma credo di no, anche se ho ammirato moltissimo  i prati inglesi dei giardini inglesi, con quel colore smeraldo e la sensazione sotto alle dita di accarezzare i capelli a spazzola di un bambino.
Ma devo subito aver pensato che ci si deve camminare in punta di piedi, impensabile l’idea di fare e rifare lo stesso percorso, anche più volte al giorno, mentre invece il  prato dev’essere praticabile ogni volta che se ne ha voglia.
I bambini, poi, devono potersi muovere e giocare, stendersi a terra, rotolarsi. Altrimenti quale sarebbe il senso del giardino?
Un giardino senza piccoli mi fa tornare in mente quel racconto di Oscar Wilde “Il gigante egoista”. Così triste da ricoprirsi di gelo…
E in effetti il nostro giardino non è mai stato così bello come  quando ci giocava qualcuno…
Ma basta divagare.
Immaginiamo che arrivi la primavera. Immaginiamo di avere già un prato. Dovremmo lasciarlo libero per un mesetto senza tagliare l’erba e osservare cosa succede.
Tra l’altro le api apprezzerebbero  moltissimo se si lasciasse andare a fiore qualche pianta. E non venitemi a dire che l’erba alta fa disordine! In giardino la sindrome della casalinga è particolarmente perniciosa!
E’ probabile che dopo qualche tempo si possano già fare delle gradevoli scoperte: potrebbero fiorire delle pratoline “bellis perennis”, ricamando il prato di bianco, molto probabilmente fioriranno i piccoli soli del tarassaco, che andrebbero bene, ma non vi piaceranno le lunghe orecchie disordinate delle sue foglie, in qualche angolo potrebbe affacciarsi l’ Ellera terrestre, Glechoma hederacea, ( ma a questa piantina vale la pena dedicare qualche riga a parte),  e osservando ancora con pazienza, potreste imbattervi in qualche gioiello blu che occhieggia nel verde: è l’Ajuga reptans! Minuscole spighe di una ventina di centimetri visitatissime dalle api, ricche di molte virtù. Anzitutto è una tappezzante, basta avere l’accortezza di non tagliarla finchè conclude il ciclo della fioritura e pazientemente allungherà i suoi stoloni tutto intorno formando dei deliziosi pratini blu e poi delle grandi macchie che potrete valorizzare col vostro gusto giardiniero. Io ho piantato vicino, in loro compagnia, delle iris germanica, molto comuni blu, ma un magnifico contrasto è la fioritura contemporanea di un Chaenomeles japonica bianco, (che chiamano anche pesco giapponese o Pirus), varietà poco conosciuta, eppure splendida. Anche dei fiori rosa risalterebbero bene.
Più lasciate libera l’Ajuga, più si diffonderà dandovi enormi soddisfazioni.
L’unico pensiero che avrete è quello di non tagliarla fino alla sfioritura, serpeggiando con la rasaerba come un giardiniere svagato, mentre invece siete nella schiera dei  più accorti!
Inoltre, come ho già anticipato, il giardino sarà visitatissimo dalle api e il vostro raccolto di frutta assicurato da un’ottima impollinazione.
…una lucertola fa capolino tra le foglie dell’Ajuga
[foto di Maurizio Biadene: Casier (TV)]