(Viburnum tinus)* e siepi miste (*collegamento a Wikipedia; ** collegamenti interni a geolicia)
La famiglia dei viburni è numerosa e ogni esemplare è altrettanto desiderabile. Meriterebbero posto tutti quanti in una siepe mista attorno alla nostra abitazione. Come sarebbero felici gli uccelli ghiotti di bacche, i bambini e i mici di casa! Purtroppo non si ha sempre lo spazio necessario per ospitare tante diverse varietà, ma almeno qualche metro di siepe bisognerebbe provare a crearlo. Sono molte le piante che si prestano bene a questo scopo (di alcune, come dell’Evonimo europeo**, del Corniolo sanguinello**, e dell’Aucuba**, abbiamo già parlato. Si dovrebbero piantare insieme, su piani diversi (non tutti in fila come soldatini!), alberelli e arbusti a foglia caduca e sempreverdi come il Viburno tino. Il Viburnum tinus è il più rustico, adattabile, sano e felice arbusto che si possa avere.
Per cominciare ha una dote importantissima: non si svuota mai in basso, vicino a terra, quindi assicura sempre la massima intimità lungo una rete di confine, è resistente alla siccità e non ha bisogno di potature, offre protezione ai nidi, è un magnifico sfondo per altre piante e in casa d’inverno resiste a lungo nei vasi. Perché allora non piantare una siepe di soli viburni?
Le ragioni sono molte: come sono noiose le siepi tutte uguali! Come sono tristi i giardini squadrati e uniformi dove non c’è niente da ammirare e da scoprire! Dove non si può nascondersi per giocare o per sparire per un po’ dalla vista altrui. Se il giardino è piccolo ci si priva di fiori e fogliami diversi, di attrattive in ogni stagione. Se poi un esemplare si ammala potrebbe contagiare i suoi vicini. E’ quello che sta succedendo ad un’ amica: le piante di lauroceraso della sua siepe muoiono una dopo l’altra disseccandosi, brune come se fossero bruciate.
La causa potrebbe essere il terribile cancro rameale e sembra che non ci sia altra soluzione che estirparle tutte. Invece la biodiversità è una risorsa non solo per l’agricoltore, ma anche per il giardiniere, dà maggiore garanzia di avere un giardino sano, visitato dalle api, da altri insetti pronubi, dai ricci, dagli uccelli che trovano semi diversi. E a proposito di semi, un’ ultima attrattiva del nostro viburno sono proprio le bacche, molto originali perché di solito la natura non usa colori acrilici, ma ha fatto un’eccezione col viburno tino regalandogli delle sorprendenti minuscole bacche oblunghe di un magnifico blu metallizzato, molto…rock!
e se al posto del cane mettessi in giardino delle <oche da guardia>?
Visualizzazioni:41
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia consapevole e felice.
Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento utilizzando il pulsante Revoca il consenso.